venerdì 10 maggio 2013

PENDOLARISMO


E’ da un bel po’ di anni che lavoro a Pavia e sono diventata da subito una frequentatrice di treni.
Una pendolare.
Credo che i pendolari potrebbero scrivere libri e libri sui loro viaggi giornalieri.
E’ tutto un mondo a parte. Affascinante e strampalato allo stesso tempo.
 
Il mio binario in un giorno di primavera ...

Trovi sempre le stesse persone, trovi sempre gli stessi controllori, vedi sempre gli stessi posti. 
A volte è noioso, ma se riesci a non estraniarti più del dovuto dal mondo che ti circonda, senti una vita che circola, ascolti storie, capti sentimenti.
A volte estraniarsi aiuta a sopravvivere però. 
Io lo faccio con il kindle perché non sono molto tipa da auricolari nelle orecchie e musica alta.



Trovi anche gli stessi treni.
Purtroppo.
Non siamo proprio bravi a tenere pulito, a mantenere le cose che ci vengono affidate anche se temporaneamente, ad organizzare efficientemente gli orari e far funzionare tutto un sistema articolato per un periodo lungo.
Sono stata su treni orribili.
Indecenti.
Ma questo periodo sta per finire! 

Agli inizi viaggiavo con una borsa normale, una classica borsa da donna più la borsa per il pc. Ne avevo una abbastanza grande dove tenevo dentro anche fogli, articoli e lavori da finire.
Con il tempo ho imparato ad incastrare fogli, articoli e lavori da finire dentro la borsa e ho comperato una borsa porta pc più piccola e meno pesante.
Ma alla fine la mia schiena non ha retto e sull’eleganza ha vinto la comodità.
Sono passata allo zaino.
Da studentessa, lo so, ma la mia schiena ha ringraziato davvero tanto.



In Inghilterra tornerò ad usare borse e borsette, ne sono certa.
Non credo mi mancheranno i ritmi di una pendolare e non credo mi mancheranno neanche i paesaggi della pianura padana che ogni giorno mi accompagnano.



Non so, forse invece tutto questo, un poco mi mancherà.
 

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