lunedì 30 settembre 2013

SBAGLIANDO SI IMPARA


Sbagliando si impara.

Quante volte ce lo hanno detto.

E questa volta è toccato a me. Un bello sbaglio culturale!



Due venerdì fa abbiamo invitato a casa nostra un compagno di classe del Grande con la sua mamma e suo fratello.

Io avevo preparato una bella merenda, sia dolce che salata non conoscendo le usanze, per il ritorno da scuola.

E’ stato un pomeriggio molto piacevole dove i bimbi hanno giocato bene al di là della lingua.

Alle ore 18.30 circa ci salutano e tornano a casa.



Venerdì scorso, lo stesso amico ha ricambiato invitandoci a casa loro.

Questa volta c’era anche un’altra mamma con un altro compagno di classe del Grande e il fratello.

Cinque maschietti e una femminuccia.

La Piccola.

La più piccola in tutti i sensi.

Ma si è integrata nei giochi benissimo!

Altro bel pomeriggio.



Appena tornati da scuola, la mamma del compagno del Grande ha distribuito gelati a tutti, torta e tè.

Però poi intorno alle 17.30: cena!

Cena?

Sì, cena per tutti i bambini.

Come si fa di solito.

Durante la settimana i bambini mangiano alle 17.30 da soli. I genitori mangiano poi per conto loro più tardi.



Sul tavolo c’erano diverse ciotole con vari ingredienti (prosciutto, mais, pomodorini, salsa di pomodoro e ananas) e la base per la pizza già pronta e cotta.

Ogni bambino ha preparato la propria pizza e infornato per 5 minuti.

Poi tutti a tavola!



Credo proprio di aver lasciato i bambini senza cena la scorsa volta!

Impareremo anche i diversi orari inglesi.


PS: Il Grande è stato l’unico a non aver messo l’ananas sulla pizza!

venerdì 27 settembre 2013

LEGGERE ai più PICCOLI


Tra i vari giretti e tra le varie iniziative che sto cercando di seguire con la Piccola al mattino, quella nella biblioteca ci piace tanto.

Si canta, si balla e si raccontano storie.

Tutto gratuitamente.



Due mattine a settimana, una trentina di mamme con altrettanti bambini tra i 3 mesi e i 3 anni si ritrovano in uno spazio a loro dedicato in biblioteca per stare insieme.

Due dipendenti intrattengono tutti quanti con una serie di filastrocche mimate, canzoni e storie.



Ci sono colori e bambini di ogni tipo.

Il bianco, il rosso, il riccio, il biondo, il mulatto, il giallo, il nero.

C’è il mondo in una stanza.

Un mondo di creature piccole che ballano con le mani alzate.



Alla Piccola questi gruppi “toddler and mum” fanno impazzire e si diverte come una matta.

In biblioteca si trovano tante informazioni, tante idee e tanti spunti su quello che le mamme possono fare per non rimanere sole in casa.

Devo ammetterlo, ci sono davvero tanti servizi.



Detto questo, noi in biblioteca abbiamo conosciuto l’iniziativa di Bookstart.

Lo scopo è quello di leggere libri e libri ai bambini fin da quando sono piccoli.

Potrei dire l’equivalente del nostro italiano “Nati per leggere”.



Come benvenuto nel mondo della lettura mi hanno regalato il kit “Stories are fun for everyone”.

Bellissimo!

All’interno della sacchettina verde con stampato sopra un orso mamma e il suo orsetto intenti a leggere un libro sul divano ho trovato: un dvd di spiegazione del progetto, pastelli colorati con un album da disegno e due libri.


Il primo libro è la filastrocca/canzoncina nota a tutti “Se sei felice tu lo sai”.

Ci sono moltissime pagine, tutte illustrate.

Per ogni “se sei felice”, c’è una pagina con i bambini che fanno i gesti della canzone.

If you’re happy and you know it, touch your nose

E i bambini si toccano il naso!

Il secondo libro è MERAVIGLIOSO.

A me è piaciuto moltissimo.

WOW, said the owl

(Wow, disse il gufo).

E’ la storia di un piccolo gufetto che anziché andare a dormire quando sorge il sole, decide di scoprire il mondo di giorno e si incanta con un grande WOW davanti a tutti i colori che in esso ci sono.

A fine giornata, quando tutto torna buio, scopre le stelle e la luna.

Meravigliose nel cielo.

E … “too excited to sleep, the little owl stayed awake ALL night long, just like little owls are supposed to do.

Sito ‘Bookstart’: http://www.bookstart.org.uk

Sito ‘Nati per Leggere’: http://www.natiperleggere.it



Per non stancarsi mai di raccontare storie.



mercoledì 25 settembre 2013

WELLIES


Se canta la rana, la pioggia non è lontana
Proverbio italiano

Qua di rane ce ne sono molte, ma non le ho ancora sentite cantare.
Non piove quasi mai…
Sarà la fortuna, sarà il clima terrestre che sta cambiando, sarà quel che sarà, ma in quasi tre mesi di permanenza in Inghilterra ci saranno stati, sì e no, 5 giorni di pioggia.
E chi ha detto che in Inghilterra piove sempre?

Io mio ero preparata e la prima cosa che ho comperato atterrata qua sono stati gli stivali da pioggia.
Li userai tantissimo. Mi dicevano.
Sono ancora nella scatola.

Non mi sto lamentando, va benissimo così.
Però la cosa mi fa sorridere.
E così, mentre aspetto la pioggia, che sono sicura arriverà, giro ancora per un po’ con le ballerine ai piedi.

lunedì 23 settembre 2013

VISITIAMO YORK (parte 3)


Eccoci all’ultimo post su York.

B&B, locali e ristoranti.



Abbiamo alloggiato in un grazioso B&B molto vicino alle mura della città.

E questo è valso il posto!

Parcheggiare è impossibile in centro York e tutto intorno alle mura il parcheggio è a pagamento.

Questo B&B ci garantiva il parcheggio per le due giornate che abbiamo passato lì nel prezzo della stanza.

The Cavalier.

E’ un B&B senza troppe pretese, molto semplice e pulito.

Perfetto per noi.

La ‘family room’ aveva due letti matrimoniali e un letto singolo.

In più ci hanno dato un lettino da campeggio per la Piccola.

Il Grande ha dormito su un lettone tutto per lui.

Felicissimo!

La prima cena l’abbiamo fatta in un pub tipicamente inglese raccomandato in una delle guide che avevamo trovato all’ufficio turistico.

Thomas’s of York.

Ottimo.

Abbiamo mangiato benissimo ad un buon prezzo.

E in più c’erano un sacco di giochi in scatola che ci hanno aiutati ad intrattenere il Grande e la Piccola nell’attesa che il nostro ordine venisse servito.

La seconda sera abbiamo cenato in un ristorantino che osservavamo sempre passeggiando.

La sua particolarità è l’essere un ristorante vegano.

Eravamo all’inizio un po’ scettici per i bambini che invece, sorprendentemente, hanno assaggiato e mangiato un po’ di tutto.

Colori, sapori e odori spagnoleggianti!

El Piano.

Consigliatissimo.
I due pranzi li abbiamo fatti per strada e nei parchi.

Il secondo giorno c’è stato anche il tempo per una merenda pomeridiana.

E che posticino abbiamo trovato.

Una cupcakery dove mangiare dei favolosi cupcake e bere una tazza di tè.

Crumbs Cupcakery.
Il tè alla menta che ho preso era buonissimo e mi sono portata via l’etichetta per curiosare un po’ sul sito dove viene venduto.


Ho scoperto che in paese, una delle caffetterie del centro, lo vende al dettaglio.

Credo che non resisterò a lungo prima di comprarne un po’.

Conclusione di questa nostra mini vacanza di due giorni: YORK, una città da visitare!






venerdì 20 settembre 2013

SUNSHINE SHORTIES


Ogni tanto mettersi in cucina porta a delle belle sorprese.
Il Grande non ha ancora ingranato e la scuola è un ostacolo da superare giorno per giorno.
Quando al pomeriggio vado a prenderlo e torniamo a casa facciamo merenda insieme: io, lui e la Piccola
E così ho deciso che lunedì andavano preparati dei biscotti nuovi e si doveva fare festa.

Mentre la Piccola dormiva mi sono messa in cucina a preparare i ‘Sunshine Shorties’ fatti con i fiocchi d’avena che qua vanno per la maggiore.
Ci sono scaffali con decine e decine di tipi di fiocchi d’avena nei supermercati, dagli originali a quelli aromatizzati.
Li usano per il porridge. Dicono.
Io ho fatto gli shorties.

Ingredienti:
- 125 g di burro
- 125 g di zucchero finissimo
- 1 cucchiaino di golden syrup (dato che io non ho ben capito cosa sia il golden syrup sebbene l’abbia googolato e dato che non l’ho trovato ho usato lo sciroppo d’acero, che invece adoro, e va bene lo stesso!)
- 1 cucchiaino di bicarbonato di sodio
- 1 cucchiaino di acqua bollente
- 125 g di fiocchi d’avena
- 125 g di farina
1 cucchiaino di lievito per dolci (o, in alternativa, qua si usa molto la farina con dentro già il lievito. Ma io non l’ho comperata)

Pre-riscaldare il forno a 160°C.
Mettere il burro, lo zucchero, lo sciroppo, il bicarbonato di sodio e l’acqua in una padella e fare sciogliere il tutto su un fornello.
Spostare dal fuoco e aggiungere l’avena, la farina e il lievito.
Fare delle piccole palline di impasto e metterle su una teglia da forno ad una certa distanza perché, in forno, tenderanno ad allargarsi.
Cuocerle per 10-15 minuti fino a che non imbruniscono.
Lasciarle raffreddare.

La ricetta l’ho letta su un libro che ho preso in prestito dalla biblioteca.
Il libro si intitola “Recipes from my mother for my daughter” di Lisa Faulkner.
Io non sapevo assolutamente chi fosse Lisa e il libro, se devo essere sincera, l’ho scelto un po’ a caso mentre la Piccola distruggeva uno degli scaffali accanto al settore ‘food’ dove stavo curiosando io.
Poi mi sono informata. E’ un’attrice inglese che ha vinto un’edizione, non so bene quale, di MasterChef inglese.
La cucina non è il suo mestiere, lo so, ma ci sono delle ricette inglesi in questo libro davvero sfiziose.

Gli shorties sono venuti benissimo e sono buonissimi.

Il Grande è rimasto molto contento del regalo e se ne è mangiati un po’ con il tè.
Poi però ha esclamato “Mamma, sono buoni, ma i cereali con il tè non stanno bene. La prossima volta fai i cookies, quelli con dentro i pezzetti di cioccolato. Quelli sono proprio buoni!”.

Cioccolato contro fiocchi d’avena.
Anche io farei vincere il cioccolato!
Però era contento.