venerdì 13 settembre 2013

WOOLSTHORPE by BELVOIR


Domenica scorsa altra gita.

Al mattino la giornata era troppo bella per non mettere gli zaini in spalla e non partire!

Meta: una passeggiata ad anello che partiva e finiva nel paesino di Woolsthorpe by Belvoir a mezz’oretta da casa nostra.



Abbiamo parcheggiato in centro, davanti a quello che ci è sembrato l’unico negozio del paese.

Village Shop e Post Office. Tutto in uno.

Al di là del negozio, di una piccola piazzetta e di una chiesa abbiamo potuto notare solo una serie di cottage molto carini. Uno dopo l’altro.

Paese finito.

Al termine del paese la nostra guida cartacea ci dice di proseguire accanto ad un vecchio canale abbandonato.
Il Grantham Canal.
Questo canale, un tempo navigabile, porta fino a Grantham (il Paese) a poche miglia da Woolsthorpe.

La Piccola non ha più voglia di rimanersene seduta in spalle al papà e scende a camminare anche lei lungo tutto il canale.
Io dietro con la spada di Robin Hood pronta per ogni evenienza!
In genere da noi funziona così: il Grande vuole portare qualcosa, lo tiene in mano per pochi minuti e poi la sottoscritta ne gode per il resto della giornata!
Domenica ho fatto la fuorilegge.

Finito il canale ci incamminiamo lungo un viale alberato.
Querce. Una dopo l’altra.
Guardiamo all’insù e a sinistra, a destra, davanti e dietro si aprono paesaggi proprio belli e cieli spettacolari.
Tutti diversi.
Non sono finti e non sono filtrati.
Le nuvole sembrano attaccate con la colla al cielo proprio come nei lavoretti dei bambini.

Ed è stando proprio con il naso all’insù che lo vediamo.
Un aereo. Dei biplani.
Uno, due, tre.
Ne passano in continuazione!
Scopriremo al ritorno che vicino al castello di Belvoir c’era un raduno.

Proseguiamo cambiando continuamente tipo di sentiero e di paesaggio.
Mai lo stesso.
Largo, stretto, lungo, fangoso, sterrato.
Passiamo anche su un sentiero nominato “Il sentiero dei Vichinghi”.
In quell’occasione devo abbandonare la spada che il Grande si riprende con tanto orgoglio.

Accanto ad un ponte molto carino, e anche molto stretto e traballante, ci fermiamo a fare il nostro picnic.
Sandwich, pomodorini, patatine, tè caldo, un po’ di cioccolato e loro, le more.
Ma quanto sono buoni i frutti di bosco qua in Inghilterra!
Le more poi, si trovano ovunque! 


Riprendiamo.

La guida ci dice che dobbiamo attraversare un campo che, per nostra fortuna, è stato appena tagliato e il raccolto non c’è più.

Così crediamo noi.

Leggiamo bene e c’è scritto che dobbiamo puntare ad un’apertura ben visibile in fondo al prato.

La troviamo e puntiamo dritto al varco.

Ma quando ci avviciniamo ci accorgiamo che non proprio tutto il raccolto è stato tagliato e siamo indecisi sul da farsi.

Attraversiamo?

La coltivazione è molto alta, arriva alle spalle di Mr. F.

Fare il giro tutto intorno è troppo lungo e, dopotutto, ci sono tracce di passaggio.

Andiamo.

Il Grande si è divertito tantissimo e gli è sembrato di vivere un’avventura e di fare una cosa pericolosissima.

Un po’ forse lo è stata.

Ma ne siamo usciti indenni dopo aver fatto scappare un fagiano nascosto nel verde.

Non so se si è spaventato più lui o più noi!

Usciti dal campo attraversiamo un piccolo boschetto che finisce quando comincia un prato privato con tanto di mucche.

Dobbiamo scavalcare la recinzione e costeggiarla per tornare in paese.

Leggiamo che la parte panoramica viene proprio adesso e dato che abbiamo già goduto di paesaggi strepitosi siamo un po’ scettici.

Invece è vero.

Ci troviamo in alto su una collina e il paese è sotto di noi.

Una vista mozzafiato tra mucche e castello.

Il Grande è tutto emozionato e la Piccola si fa una bella corsa tra una cacca di mucca e l’altra.

In fondo al paese ci aspettano tanti omini vestiti di bianco che giocano a cricket e la nostra macchina.

Altra gita da 10 stelline.







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