mercoledì 2 ottobre 2013

WEST LEAKE e dintorni


Altra gita domenicale. 
Il tempo dopotutto lo permette.

Gite a venti minuti da casa, rilassanti e gratuite.

Meglio di così.



Domenica scorsa siamo stati a sud ovest di Nottingham.

Partenza dal paesino di West Leake.

Minuscolo.

Questa volta non abbiamo trovato neanche un negozietto.

Chiesa e pub però c’erano. Quelli sempre!

E poi tanti cavalli, ovunque.

Come spesso è accaduto, cominciamo la nostra gita scavalcando staccionate che danno accesso ai footpath.

Percorsi pubblici che vanno fatti a piedi.

E proprio per questo motivo occorre scavalcare o passare attraverso porticine strette.

In bici non si passa.

Il messaggio è chiaro.

Il percorso è vario.

Passiamo da campi arati senza più nessun raccolto, a prati verdi, a zone sassose.

Ad uno dei bivi troviamo anche una sedia.

Nel caso qualcuno voglia riposare un po’.
La giornata è meravigliosa e abbiamo la fortuna di fare parte del nostro tragitto accanto ad un campo da golf.

Tantissimi giocano a golf qua e ci sono miriadi di campi verdi, scintillanti.

La Piccola scende dalle spalle del suo papà e il nostro cammino rallenta.

Osserviamo qualche buca, qualche colpo e scambiamo qualche parola con i giocatori entusiasti di avere due bambini come spettatori.

Portano fortuna.

Alla fine del campo da golf, un prato ci sembra il posto giusto per il nostro picnic e per la nostra sosta.

Tra un sandwich e l’altro, il Grande e la Piccola esplorano e scoprono la vita sotto il manto erboso.

Formiche, bruchi, sassolini, fiori.

Riprendiamo il cammino e questa volta all’orizzonte non troviamo nessun castello.

Niente di romantico.

Ma una grandissima Power Station occupa il nostro paesaggio.

Tanti torri, tanto fumo bianco e tante domande da parte del Grande.

E poi ancora prati. E colline. Sali e scendi.

E bosco.

E prati. E colline.

E non si può fare a meno di correre.

Gridando anche un po’ contro al vento che, in alcuni tratti di percorso, è proprio forte e arrabbiato.

Poi di nuovo si rallenta e si cammina.

E si chiedono storie.

Mamma, raccontami un po’ di quando eri piccola.”

E si ascolta.

E si arriva fino alla fine della camminata senza quasi rendersene conto.

Quasi.







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