mercoledì 18 dicembre 2013

NEWARK ON TRENT



Domenica mattina siamo stati a visitare la cittadina di Newark-on-Trent.

Sul fiume Trent.

Sullo stesso fiume che passa dal nostro paesino.

Il Grande se ne è accorto subito “Ovvio che è lo stesso fiume, ci sono le stesse barche.

Proprio sulle sponde del fiume si erge un Castello con i suoi giardini.

O meglio, quel che resta di un Castello.

A sufficienza per fare partire la fantasia del Grande.

E via di prigioni, e cavalieri, e fantasmi.


Tra queste rovine e il parco, il Grande e la Piccola si sono sentiti completamente liberi di correre, cantare, giocare e anche rotolare nel prato.
Dai sorellina, seguimi, andiamo a fare le scoperte
Da un lato del Castello prati e giardini, dall’altro il fiume e le sue barche.
Un posto assolutamente riposante.
Putroppo gran parte di questo Castello è stata distrutta nel 1646 alla fine della Guerra Civile inglese.


Prima di riprendere la nostra passeggiata, un pranzo veloce.
Alle undici del mattino.
Stile inglese.
E per fare le cose per bene, pranzo al pub.
Chilli con carne, jacket potato, English breakfast.


Passeggiata tra le vie dalle cittadina e poi la piazza.
La piazza del mercato.
Newark è famosa per essere una ‘market town’ e la sua piazza lo dimostra.
Tante bancarelle, rosse e bianche, assolutamente affascinanti.
E colori, profumi, suoni, bisbigli.
E poi la banda che tanto è piaciuta al Grande.
E il coro dei bambini che cantavano canti di Natale mentre la gente passeggiava, mangiava una mince pie e beveva un po’ di vino e pinte di birre.
Abbiamo vissuto una giornata di atmosfera.
Quella piacevole, calda, profumata.
Quella che ti scalda, anche se hai i guanti e il cappello perché le temperature sono davvero basse e manca solo la neve.


E infine una domanda.

Veramente esagerata questa volta.

Di una nonnina affascinata dalla Piccola e dai suoi capelli.

Are you Scottish?

Ecco no, per scozzese non l’avevano ancora mai confusa.

No, we are Italian”.

Ma non mi stupisco più.

Anche qua, dove i rossi, gli irlandesi, gli scozzesi, sono molto più comuni, per strada mi fermano ancora.

E commentano.

Capelli e ricci.
 

 
 
 

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