sabato 21 dicembre 2013

UNA PASSIONE TRAVOLGENTE



Caro Santa,
per questo Natale, la mamma mi ha detto che posso esprimere un desiderio. Io vorrei tanto, proprio tanto, i guanti da portiere.
Io voglio fare il portiere della nazionale da grande e i guanti sono proprio necessari.

Più o meno così recitava la letterina del Grande per questo Natale.
Questo benedetto calcio.
E io che, forse forse, avrei preferito scegliesse qualche altro sport.
Non so, uno diverso, meno comune.
Ma sono solo pensieri da mamma.

Il Grande è travolto da questa passione che, io stessa, non riesco a frenare e neanche bene a capire da dove è saltata fuori.

Ma se ci penso un attimo, qualche segnale lo avevamo avuto.
Il Grande non ha mai voluto né usato il ciuccio.
Piangeva tanto però, tantissimo.
La sua maestra del nido Giusy (Giugi come la chiamava il Grande) un giorno mi disse “riesco a calmarlo e farlo addormentare solo se nel lettino lo ricopro di palloni”.
Era un metodo che con lui funzionava.

Gli piace. Punto e basta.
E proprio il calcio, qua in Inghilterra, lo ha aiutato tantissimo.
Non aspetta altro che l’allenamento del martedì sera.
In una piccola squadretta fatti di bambini di 5 e 6 anni.
Si divertono.
E imparano anche le prime basi, le prime tecniche.
Ci sono i suoi compagni di classe in questa squadra.
I suoi amici inglesi.
Quelli con cui ha legato di più.
E ci va, felice.
Con la sua divisa, i suoi tacchetti, i suoi parastinchi e la sua ‘water bottle’.

E l’altro giorno si è chiuso in stanza dopo la scuola.
Da solo.
Voi due, mamma e sorella, state giù, non venite al piano di sopra a disturbare.
Lui deve aver aperto l’armadietto dei lavoretti.
Quello dove trova dentro materiale di recupero, pennarelli, colle, forbici, tempere.
E si è messo a sognare.
E’ sceso al piano di sotto dopo un’oretta circa.
Guarda mamma, questo è il mio campo da calcio! Io sono il portiere. Dell’Italia. O dell’Inghilterra.”

Nessun commento:

Posta un commento