venerdì 10 gennaio 2014

ANCORA sulle CARDS



Lo so che Natale è passato.

Lo so che avevo già parlato delle Christmas Cards.

Ma voglio tornare sull’argomento perché io sono rimasta davvero impressionata da questa usanza e dalla quantità di cards che sono circolate in casa e fuori.

Nelle strade, nella scuola, tra le case.

Ho visto gente fermarsi accanto alle cassette dove vengono imbucate le lettere.

Quelle classiche rosse, molto carine.

Fermarsi e imbucare decine e decine di buste contenenti Christmas Cards.


Tutti i nostri vicini ce ne hanno mandata una.
Uno di loro ha anche allegato la “classica lettera di Natale” dove racconta tutta la sua vita, e quella dei suoi parenti, dell’anno appena trascorso.
La lettera comincia così “I hope our 2013 Christmas letter finds you well”.

E noi, in un pomeriggio, ci siamo adattati, abbiamo comperato Christmas Cards per tutti e abbiamo scritto e scritto e scritto.
E firmato e firmato e firmato.

Anche il Grande non si è potuto tirare indietro.
Dai suoi compagni arrivavano cards tutti i giorni.
E in un weekend, anche lui, ha preparato tutti i suoi bigliettini.
Più di trenta.
Possiamo proprio dire che si sia esercitato moltissimo nella scrittura.


A volte il tutto mi è sembrato un po’ esagerato.

Ma mi è piaciuto.

Scrivere. A mano. Gli auguri.

Pensare a chi. Pensare a cosa.

Fermarsi.



Probabilmente a Londra tutto questo non sarebbe successo.

Mi dicono sia tutto più anonimo là.

Mi dicono ci sia poco di Inghilterra a Londra.

A Londra c’è il mondo in una città.

Qui, c’è l’Inghilterra in un paese.


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