mercoledì 12 febbraio 2014

ALLA RICERCA DEL POLLICE VERDE



Gli uomini si dividono in quelli che costruiscono e quelli che piantano. I costruttori concludono il loro lavoro e, presto o tardi, sono colti dalla noia. Quelli che piantano sono soggetti a piogge o tempeste, ma il giardino non cesserà mai di crescere.”
Paulo Coelho


Nella nostra nuova casetta avremo un giardino.
Per i miei standard, posso dire che è un giardino molto grande.
Un grande rettangolo di erba.
Tutto prato.
E questo rende molto felice i bambini che lo vedono come base perfetta per i loro giochi.
Su un lato ci sono due alberi di pere abbastanza alti.
Sul fondo, oltre ad una siepe che copre tutta la staccionata, ci sono, in un angolo, una casetta di legno per gli attrezzi, nell’altro angolo, del cemento con una panchina in ferro battuto.
Tutto qua.
Niente fiori, niente arbusti, niente piccole piante.
Esattamente il contrario di quello che abbiamo ora.

Trovo sia perfetto perché è un foglio bianco su cui disegnare.
Non ho mai avuto un giardino tutto mio e l’idea mi elettrizza.
Ho voglia di imparare, di modellarlo, di trasformarlo, di renderlo nostro.
E così in biblioteca ho preso dei primi libri sul giardinaggio.
E sto cominciando il mio ‘garden book’ in cui annotare tutto.

La prima regola che va seguita penso sia fondamentale: progettare il giardino affinchè piaccia e renda felici tutti i componenti della famiglia.
E per questo il grande prato centrale deve rimanere un grande prato perché ai bambini piace così.
Loro devono giocare.
Ma sui lati c’è tanto spazio per creare delle aiule e, chissà, se imparerò a farle.
Ora non ci sono.
Proverò.
Lo shed per gli attrezzi sarà tutto per Mr.F. che mi dovrà aiutare a mantenerlo. E poi lui avrà il suo angolo barbecue assicurato. E forse un piccolo orto.
Infine l’angolo lettura, tutto da rivedere.
La gettata di cemento, per quanto piccola, non ci piace.
Va trasformata.
Chissà cosa salterà fuori.
Per ora si comincia con il progetto su carta.
Sketches, sketches and sketches!
 

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