martedì 22 luglio 2014

Il CRICKET



Lo scorso weekend è stato un weekend impegnativo, lungo e tanto bello.
Una cara amica è venuta a trovarmi per due giorni, venerdì e sabato.
Toccata e fuga.
La domenica, partita di calcio del Grande al mattino, partita di cricket al pomeriggio e un English tea per cena da amici.

Ho scoperto il gioco del cricket.
Siamo andati al campo con tre compagni di classe del Grande e le rispettive famiglie.
Un sacco di bambini in tutto.


Le squadre in campo?
Nottingham OUTLAWS contro Leicester FOXES.
Il cricket è uno sport strano. Dura giorni.
Noi siamo andati a vedere una partita che aveva un tempo limitato.
Ore, ma limitato.
Non credo mi piaccia particolarmente.
Ma i nomi delle due squadre sono valse il biglietto di ingresso!

A parte tutto, è stata un’esperienza interessante.
Ho ascoltato, osservato, odorato, curiosato.
La gente intorno a me non guardava il gioco con l’attenzione con cui un tifoso guarderebbe una partita di calcio o di un qualsiasi altro sport.

La gente intorno a me chiacchierava tra loro.
La gente intorno a me faceva il picnic sulle tribune.
La gente intorno a me lavorava al computer.
La gente intorno a me socializzava.

Forse il cricket è anche questo.
Un momento di socializzazione.


Gli outlaws hanno vinto.

Il Grande ha capito esattamente quale dovesse essere l’atteggiamento giusto per partecipare ad una partita di cricket.
Chiacchiere, risate, bevute.
Con tutta la tranquillità di questo mondo, lui e il suo amico con il cappellino verde degli outlaws, hanno chiacchierato spensieratamente passandosi la stessa bottiglietta di aranciata per ore.
Un sorso io e un sorso tu.
Una chiacchiera io e una chiacchiera tu.

La Piccola ha socializzato per un’oretta con una bambina riccia come lei.
Dopo ha deciso di spalmarsi la crema solare.
La sun cream, come dice lei.
Per ben più di un’ora.
Esattamente come metà degli inglesi attorno a lei.

I miei bambini hanno capito perfettamente come ci si comporta ad una partita di cricket.
Io, invece, ero troppo attenta alle regole del gioco, a guardare i giocatori e cercare di tifare un poco.
C’è sempre da imparare dai propri figli.
Anche questa volta sono stati più bravi loro.
 

1 commento:

  1. E io che non sapevo che il criquet fosse uno sport vero, attuale, pensa un pò!
    Che ignorante!
    Credevo fosse una cosa del 1800!
    Non dirlo a nessun inglese!
    Rossella
    ps: e comunque mi ricorda Alice nel paese delle meraviglie della Disney
    :)

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