giovedì 9 ottobre 2014

Storie di Asili Nidi e Lavoretti Creativi



Alla Piccola il nido piace moltissimo.
Quando vivevamo in Italia, avevo un lavoro full time che mi impegnava tutti i giorni della settimana e il nido era parte del suo mondo quotidiano. I santi nonni occupavano tutti gli altri buchi della giornata.
Adesso, che sono mamma full time, la Piccola va al nido due mattine a settimana e il resto del tempo lo passa con me.

Devo dire che siamo stati molto fortunati.
Sia in Italia sia in UK abbiamo trovato due asili nido ben organizzati e, in entrambi, la Piccola si sente e si è sentita accolta, amata e accudita.

Le differenze tra il sistema italiano e quello inglese, che abbiamo potuto provare sulla nostra pelle, sono molteplici.


 Ne raccontiamo solo alcune.
1) Inserimento.
In Italia mi ci sono volute tre settimane. Prima dieci minuti, poi mezz’ora, poi mezza mattina, poi inseriamo il pranzo, poi la nanna e via così. Tre settimane.
In UK mi ci sono volute due ore. Un’ora un giorno, un’ora un altro giorno. “La bimba è inserita, signora. Domani la potrà lasciare con noi tutto il tempo che le serve.”.
Che cosa è stato meglio? E’ soggettivo. Ogni bambino ha i suoi tempi. C’è chi con due ore è inserito e chi è inserito dopo due mesi. Il mio Grande ci ha messo mesi in Italia. La mia Piccola dopo due ore era perfettamente a suo agio qua in UK, anche se l’ambiente intorno a sé parlava una lingua diversa. La cosa bella del nostro nido attuale è stata la flessibilità su quest’argomento. Se la bambina avesse necessitato più tempo, il suo inserimento sarebbe stato più lungo. E l’ho trovato un approccio ragionevole.
2) Ora d’aria.
In Italia, i bambini avevano uno spazio esterno, dove poter giocare ed era utilizzato spesso. Ma sono certa che, quando fuori pioveva o era inverno e faceva freddino, i bimbi rimanevano all’interno a fare le loro attività.
In UK hanno un grande spazio esterno ed escono tutti i giorni per un’ora. E’ parte del programma educativo. E non si fanno eccezioni, salvo che non stia diluviando. Ma qua non diluvia spesso, pioviggina. E se pioviggina, si può uscire. La filosofia è quella del vestirsi in modo adeguato (anche se il modo adeguato di una bimba italiana come la mia è molto diverso dal modo adeguato di una bimba inglese!) e, una volta coperti, si fanno attività all’aperto. Neve, pioggia, sole, o vento che sia.
3) Momento del pranzo.
In Italia era tutto molto ordinato. Arrivavano i piatti con il cibo divisi in primo, secondo e frutta. La maestra aiutava i bambini e incoraggiava la loro autonomia.
In UK arriva un grande recipiente con il cibo (piatto unico) ed è sistemato al centro del tavolo. Ogni bimbo poi si deve servire da solo e riempirsi il piatto in maniera autonoma ogni volta che vuole. Dopo il piatto unico arriva sempre il dolce o la frutta.
4) Attività.
Le attività sono molto simili. Le aree previste nei due nidi sono circa le stesse. Zona relax e libri, zona costruzioni, zona gioco simbolico, zona travestimenti, zona per dipingere.
5) Ordine e Pulizia.
Due mondi diversi. Inutile soffermarsi troppo.
6) Feedback.
In UK le maestre, quando vado a prendere la Piccola, mi dicono come è andata la giornata. Mi raccontano i successi della bambina e cosa l’ha entusiasmata maggiormente.
Lo stesso accadeva in Italia.
7) Costi.
Il nido inglese costa tantissimo rispetto al nido italiano. Si ha però anche molta più flessibilità. Puoi mandare tuo figlio al nido una mattina a settimana, tutti i giorni, solo tre mattine, solo un pomeriggio. Come si preferisce e per il tempo che serve. In Italia le scelte erano due, full time o part time, cinque giorni su cinque.

Non dirò quale dei due sistemi è migliore perché non ho una risposta.
Noi siamo stati soddisfatti da entrambi gli approcci e da entrambi i nidi.
La Piccola era felice in Italia con le sue maestre italiane ed è felice qua con le sue maestre inglesi.
E per noi questo è sufficiente.

Due settimane fa abbiamo trovato nel suo cassettino un compito da svolgere a casa.
Creative homework.
Con una calza dovevamo costruire un pupazzetto con diversi materiali da portare a scuola per uno spettacolo.
La Piccola si è divertita come una matta a creare il suo mostriciattolo e voleva aggiungere un particolare dopo l’altro.
Il Grande non è potuto stare a guardare.
Anche lui ha scelto la sua calza e ha iniziato a costruire Paddington Bear.
Nella foto non si vede, ma, al suo pupazzo, ha aggiunto la valigetta con i sandwich.
Paddington Bear non si separa mai dai suoi sandwich!

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