giovedì 18 giugno 2015

La PISCINA: un esperimento culturale

Per me, frequentare la piscina, è stato un esperimento culturale. Anche un po' uno shock. E' ormai quasi un anno che porto il Grande a nuotare una volta a settimana. Io ho imparato da piccola e non me ne sono mai pentita. Così, oltre al calcio che lui adora, mi sembrava bello dargli la possibilità di imparare anche a nuotare. A lui piace molto, si diverte e impara. E io continuerò a portarlo in piscina, anche se .. per me è uno shock ogni volta. Per vari motivi.



1. Io e la Piccola, insieme alle altre mamme, papà e fratellini, stiamo comodamente seduti a bordo vasca a fare disegni, mangiucchiare, ascoltare musica, giocare ai videogiochi per tutta la mezz'ora della lezione di nuoto. Non c'è un ordine preciso, ognuno può sistemarsi dove gli è più comodo. Se ti metti i sovrascarpe è meglio e sei invitato a farlo, ma se sei a piedi nudi o con le scarpe va bene lo stesso, puoi entrare ugualmente. In Italia, i genitori o altri accompagnatori potevano guardare le lezioni da dietro un vetro in una zona ben lontana dalla vasca dove il proprio figlio nuotava.




2. La nostra lezione è alle sei del pomeriggio. Tutti i fratelli in attesa come la Piccola indossano il pigiama. Con quello mangiano, si rotolano per terra, a volte lo bagnano pure a bordo vasca. Sono pronti per la nanna appena mettono piede in casa. La Piccola, che generalmente è l'unica vestita, più volte mi ha chiesto “Ma perchè tutti i bimbi sono in pigiama?”. A me viene solo da risponderle “Non lo so”. Perchè non lo so davvero e soprattutto non lo capisco.



3. Ricordo che, quando portavo il Grande in piscina in Italia, l'odore di cloro era il primo odore che mi si infilava nelle narici e non le lasciava più. Qua non si sente. Niente. Ma se annusi bene puoi sentire l'odore di patatine dei sacchetti dei bimbi che aspettano il loro turno. La mia, in genere, mangia grissini.



4. In Italia gli spogliatoi erano divisi per sesso, molto ordinati e in genere puliti. Qua c'è un unico spazio per tutti. Grandi, piccoli, maschi e femmine. L'ordine non è nella liste delle cose da fare e sulla pulizia sorvoliamo. Però ci sono sempre almeno 4 mega spogliatoi per disabili e famiglie numerose.


5. Le borse per la piscina, le borse sportive, le classiche borse da palestra o come vogliamo chiamarle non vanno per la maggiore. Mentre io arrivo con il mio borsone blu della Nike in cui dentro metto tutto quello che mi serve, qua, le altre mamme, usano i sacchetti di plastica. Quelli della spesa. Vedo mamme che ne hanno anche quattro o cinque stracolmi per far star dentro tutto. Anche qua confesso la mia ignoranza sulla ragione di tale scelta.



6. Le ciabatte sono un optional, anzi sono quasi vietate. Il Grande era l'unico a portarle all'inizio. Prima di entrare, in doccia, negli spogliatoi. E' stato additato un po' di volte fino a quando mi ha chiesto se, per piacere, potevo evitare di fargliele indossare. Compromessi. Piedi nudi a bordo vasca e nella doccia, ma ciabatte negli spogliatoi e in bagno.



7. L'asciugacapelli. Uno strumento antico, forse troppo. Ce ne è uno solo e lo usiamo solo noi. Ottimo, non facciamo mai la coda per attendere il nostro turno. Non c'è un bimbo o una bimba che esca dalla piscina con i capelli asciutti, mai. In compenso sono tutti già impigiamati. Anche il Grande, oltre alla Piccola, è l'unico ad uscire vestito.


Frequentare la piscina per me è stato un po' difficile all'inizio, ma ora mi sto rilassando e sto cercando di accettare le cose come sono. Sono contenta che i miei bimbi imparino a nuotare e quindi io li porto.



Il Grande è felice e si diverte. Il personale è sempre molto gentile. La maestra è davvero molto brava e lo ha conquistato. Lui impara alla velocità della luce e a settembre inizierà anche la Piccola. Da settembre, a bordo vasca, ad aspettarli, starò da sola. O meglio, ci sarò io e qualche altro bimbo con il pigiama addosso.



11 commenti:

  1. Spettacolo!! Vedere le tue "disavventure" raccontate qui e scritte mi ha fatto troppo sorridere! Ne abbiamo parlato mille volte ed ogni volta e' uno shock! E' bello comunque l'approccio, magari gli inglesi che vivono in Italia hanno uno shock al contrario nel vedere le mamme italiane cosi' igienicamente attente e precise! Mi piace questo approccio, mi piace la diversita' e c'e' sempre da imparare! Cos'hai risposto alla Piccola?? ;)

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    1. Bello davvero! Mi piacciono le diversità...cosa ho risposto alla Piccola? Che l'anno prossimo le metterò il pigiama..ahahah..no, non lo farò! Ma andrà anche lei senza ciabatte a bordo vasca!

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  2. Ah ah anche io non riesco ad accettare il fatto di non asciugare i capelli e non usare le ciabatte... eppure... hanno problemi di salute dovuti all'avere tenuto i capelli bagnati, come ci dicevano in Italia, o alla fine fa lo stesso?? Anche le ciabatte... i funghi capita di prenderseli lo stesso, anche usandole... mi chiedo se gli italiani sono davvero piú attenti all'igiene, o siamo solo cresciuti con tante regole poco fondate? Il pigiama a bordo piscina... ;)
    Chiara

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    1. Alla tua domanda non ho proprio risposta...me la sono fatta anche io! Mi piace osservare ed accettare senza giudicare. Siamo diversi, ma non è certo questo che mi impedisce di far parte di questa cultura e di riuscire ad integrarmi anche molto bene! Poi io continuerò ad asciugare i capelli ai miei bimbi, mettere le ciabatte e non indossare il pigiama! ;)

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  3. Va bene accettare le diversità ma qs è troppo!!! 😂😂😂 dai gli inglesi sono tanto carini ma la pulizia e un optional ! Io vedo pure tutti i fratellini venire a scuola in pigiama !!!

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    1. Ma si Mimma, è bello vedere e imparare ad accettare le differenze. Io continuo ad essere molto italiana in certe cose, ma mi piace integrarmi e lasciarmi andare ogni tanto.. :)

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  4. Stessa identica cosa qui in Australia!

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  5. Ciao,
    ho scelto questo post per la Top of the post del blog MAM :-)
    http://www.mammaaiutamamma.com/2015/06/top-of-post-22-giugno-2015.html

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  6. Confesso che portare in piscina i miei figli in Italia è stato uno shock anche per me, anche se giocavo in casa. Il mio shock riguardava non tanto l'ambiente o le abitudini molto diverse da quelle da te descritte, ma sono rimasta shoccata dalle mamme italiane. Aiutoooo!!!! Tutte a parlare di scuola, insegnanti, lezioni private. Tutte stipate davanti alla zona doccia per seguire accuratamente il figlio/a mentre si lava in pseudo autonomia. Ho sentito mille volte frasi tipo "amorino, tesorino della mamma, lavati bene il pancino, la testolina, le gambine e risciacquati gli occhietti, le manine e i piedini". E ti sto parlando di bambini dai 6 anni in su, capaci di gestirsi in autonomia per una doccia. C'è mancato poco che non mi mettessi ad urlare!!!

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    1. Ah ah ah posso immaginare il tuo shock. Il mio bambino andava in piscina in Italia quando aveva 3 anni, dovevo aiutarlo ancora a lavarsi e vestirsi. Riesco comunque perfettamente ad immaginare la scena che descrivi e mi farebbe un po' ridere anche a me. Adesso ha 7 anni e va alla grande. Posso anche aspettarlo fuori dagli spogliatoi che fa tutto. Ah ecco, no, io gli asciugo ancora i capelli! :) Lui uscirebbe con i capelli bagnati senza problemi. Forse sono ancora un po' troppo "italiana". Cmq a me piace vedere la diversità, è motivo di confronto e di crescita. Mi piace essere qua e frequentare posti con usanze diverse. Ti mettono positivamente in discussione.

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