martedì 2 giugno 2015

Storie di BAMBOLE e di TRECCE

Le bambole sono, da sempre, uno dei giochi amati da tutti i bambini.
Ce ne sono di tantissimi modelli, colori e materiali.

Alla Piccola piacciono molto e si perde a giocare a fare la mamma, preparare il bagnetto, preparare il pranzo, metterle a letto, coprirle, cambiarle il pannolino.
E' il gioco della vita, di imitazione della propria mamma e della propria routine.
Per questo è tanto importante e per lei è tanto bello.
E' un gioco che crea sicurezza.

Ma ci sono alcune cose che faccio fatica ad accettare. Sono proprio difficile a volte.
Forse è proprio vero che, quando si diventa grande, certe cose assumono importanza quando, in realtà, importanti non lo sono per niente.
Devo tornare a pensare come una bambina, me lo dico spesso, ma non ci sono ancora riuscita.

Noi abbiamo due tipi di bambole in casa.
Quelle con i capelli e quelle pelate.
Sono certa che conosciamo tutti queste due categorie.



La prima è arrivata in casa nostra lo scorso Natale sotto forma di Merida, la bimba del film Brave, Ribelle, della Disney.
Non potevo non scegliere che questa bambola per la Piccola.
Stessi capelli e stesso temperamento.
E quando dico stessi capelli, intendo stessi capelli per davvero.

Quando la bambola Merida era nella scatola aveva dei bellissimi capelli setosi, luccicanti, ordinati che le cadevano sulle spalle.
Non appena la scatola è stata aperta e la Piccola ha giocato una mezz'oretta, i capelli si sono trasformati.
Sono diventati duri, pieni di nodi, crespi.
L'unico modo per tenerli in modo decente è quello di legarli in una bella coda di cavallo.
Quando la Piccola fa la doccia i suoi capelli sono setosi, luccicanti, ordinati.
Dopo mezz'oretta diventano duri, pieni di nodi, crespi.
L'unico modo per tenerli in modo decente è quello di legarli in una bella coda di cavallo.
Stessi capelli.

Poi ci sono le bambole pelate o con i capelli finti di plastica disegnati sulla nuca.
Per intenderci, quelle che vogliono essere molto simili a dei neonati.
Di queste bambole ne abbiamo tante.
Non so perchè, ma qua piacciono molto.
Alcune hanno il corpo di stoffa altre sono tutte di plastica.
La caratteristica di queste bambole è che sono sempre nude.
Non riesco a far sì che la Piccola le lasci vestite per più di dieci minuti.
Sono costrette a morire di freddo, sempre.


Ci piace giocare con le bambole. Lo facciamo spesso e spero di poterlo fare ancora per molto tempo.
Non siamo ancora arrivati alla fase delle Barbie e di quelle bamboline troppo grandi per i miei gusti.
Sono contenta così.
Mi piace di più questo mondo, anche, se so, non durerà a lungo.

La Piccola cresce e i suoi gusti, giustamente, crescono con lei e si personalizzano.
La Piccola inizia a fare i capricci per quali calze mettere al mattino e per quale maglietta abbinare alla gonna.
La Piccola è molto decisa in tema acconciature dei capelli.
I want a plait mum, like Elsa!”
Voglio una treccia, mamma, come Elsa!
E ogni mattina, combatto con lei, con i suoi capelli ribelli, ricci e pieni di nodi e penso ai disegnatori di Elsa, del cartone Frozen.
Perchè non hanno scelto una comodissima coda di cavallo, una normalissima pony tail, per la loro eroina?


3 commenti:


  1. "Ma ci sono alcune cose che faccio fatica ad accettare. Sono proprio difficile a volte." Cioè?

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    1. Non accetto che i capelli delle bambole diventino subito tanti brutti, ma alla mia piccola, la cosa non da alcun fastidio.
      Non accetto che le bamboline debbano sempre stare senza vestitini e tutte in disordine, ma alla mia piccola, la cosa non da alcun fastidio. Devo imparare a vederla come lei e non voler sempre cercare di sistemargliele in modo impeccabile ogni volta. Lei non si divertirebbe! Quindi la sera le riordiniamo e le sistemiamo al loro posto, ma le lasciamo senza vestiti e con la coda di cavallo!

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  2. Lo farei anch'io, starei semprelì a vestirle eheh

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